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C’ERA UNA VOLTA, TANTO TEMPO FA, UN FALEGNAME DI NOME GIUSEPPE. ABITAVA CON LA SUA GIOVANE SPOSA MARIA IN UNA CITTÀ CHIAMATA NAZARET. UN GIORNO UN ANGELO SI PRESENTÒ A MARIA: “TU AVRAI PRESTO UN BAMBINO – LE DISSE-- E QUESTO BAMBINO SARÀ IL RE DEI RE; LE SUE PAROLE SARANNO DI PACE E DIRÀ AL MONDO INTERO CHE TUTTI GLI UOMINI SONO FRATELLI. LO CHIAMERAI GESÙ.
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MARIA E GIUSEPPE ASPETTAVANO CON GIOIA LA NASCITA DEL BAMBINO. UN GIORNO ARRIVÒ A NAZARET UN SOLDATO. “PER ORDINE DELL’IMPERATORE - DISSE – TUTTI I CITTADINI DOVRANNO RECARSI NELLA CITTÀ DOVE SONO NATI E LÀ REGISTRARE IL LORO NOME!”
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GIUSEPPE NON ERA DI NAZARET MA VENIVA DA UN’ALTRA CITTÀ CHIAMATA BETLEMME. SUBITO, DUNQUE, SI MISE IN VIAGGIO CON MARIA. FACE SALIRE LA SUA SPOSA SUL DORSO DI UN ASINELLO, PERCHÉ IL LUNGO VIAGGIO NON LA STANCASSE TROPPO.
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CAMMINA, CAMMINA, FINALMENTE UNA SERA ARRIVARONO A BETLEMME. MARIA ERA MOLTO STANCA E GIUSEPPE COMINCIO’ SUBITO A CERCARE UNA LOCANDA DOVA RIPOSARE. BUSSO’ INUTILMENTE A TUTTE LE PORTE MA OGNI VOLTA LA RISPOSTA ERA LA STESSA: “ NON C’E’POSTO PER NESSUNO”
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IL CIELO ERA ORMAI SCURO, GIUSEPPE E MARIA AVEVANO PERSO OGNI SPERANZA DI TROVARE UN RIFUGIO PER LA NOTTE QUANDO, AD UN TRATTO, VIDERO UNA CAPANNA. DENTRO NON C’ERA NESSUNO, SOLO UN BUE RIPOSAVA TRANQUILLO SULLA PAGLIA. ENTRARONO, SEGUITI DAL LORO ASINELLO.
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E QUI, A MEZZANOTTE, NACQUE GESÙ. INTORNO ALLA CAPANNA TUTTO ERA BUIO E SILENZIOSO:
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C’ERANO MOLTI PASTORI CHE DORMIVANO ALL’APERTO PER FARE LA GUARDIA ALLE LORO PECORE E NON SAPEVANO CHE QUELLA ERA UNA NOTTE DIVERSA DA TUTTI LE ALTRE.
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IMPROVVISAMENTE IL CIELO SI ILLUMINO’ A GIORNO E GLI ANGELI COMINCIARONO A CANTARE CON VOCE MOLTO FORTE: “E’NATO GESU’ IL RE DEI RE! ALZATEVI, ANDATE A CERCARLO; LO TROVERETE IN UNA CAPANNA”
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I PASTORI, SVEGLIATI DI SOPRASSALTO, ALL’INIZIO EBBERO UNA GRAN PAURA, MA QUANDO CAPIRONO LE PAROLE DEGLI,ANGELI, SUBITO SI ALZARONO E GUIDATI DALLA LUCE E DAL CANTO, ARRIVARONO ALLA CAPANNA.
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LA NOTIZIA ARRIVÒ ANCHE ALL’ORECCHIO DI ERODE, UN RE ASTUTO E CRUDELE CHE REGNAVA IN QUEI TEMPI SU BETLEMME. TUTTI PARLAVANO DI GESÙ, IL RE DEI RE. ERODE ERA MOLTO INVIDIOSO: NON POTEVA SOPPORTARE L’IDEA CHE AL MONDO CI FOSSE QUALCUNO PIÙ IMPORTANTE DI LUI.
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PROPRIO IN QUEI GIORNI ARRIVANO ALLA SUA REGGIA TRE SAGGI CHE VENIVANO DAL LONTANO ORIENTE:ERANO I RE MAGI. ESSI DISSERO A ERODE: “UNA STELLA CI HA GUIDATO FINO A QUI. NOI CHE CONOSCIAMO IL LINGUAGGIO DELLE STELLE , SAPPIAMO COSA SIGNIFICA: È NATO IL RE DEI RE E SI TROVA QUI VICINO. SAI DIRCI DOVE POSSIAMO TROVARLO?” “IO NON LO SO – RISPOSE ERODE- MA VOI CERTAMENTE, CON LA VOSTRA SAPIENZA, RIUSCIRETE A TROVARLO… TORNATE SUBITO A DIRMI DOV’E’, PERCHÉ ANCH’IO VOGLIO FESTEGGIARLO E PORTARGLI I MIEI DONI. IN REALTÀ LE SUE INTENSIONI ERANO BEN ALTRE…
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I TRE RE MAGI PARTIRONO QUELLA STESSA NOTTE. IL LORO CAMMINO ERA ILLUMINATO DALLA LUCE DELLA STELLA.
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LA NATURA PAREVA INCANTATA E TUTTI GLI ANIMALI, STUPITI, USCIVANO DALLE LORO TANE. C’ERANO L’ISTRICE, LA VOLPE, L’IBIS, IL COLIBRÌ…
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AD UN CERTO PUNTO LA STELLA DIVENTÒ ANCORA PIÙ LUMINOSA E SI FERMÒ SOPRA LA CAPANNA. I RE MAGI CAPIRONO DI ESSERE ARRIVATI E POSARONO DAVANTI AL BAMBINO I DONI PREZIOSI CHE AVEVANO PORTATO CON SE’ DALL’ORIENTE.
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DURANTE LA NOTTE, MENTRE GIUSEPPE DORMIVA, GLI APPARVE IN SOGNO UN ANGELO: “ SCAPPA, GIUSEPPE – GLI DISSE – E VA’ IN EGITTO CON MARIA E IL BAMBINO, PERCHÉ ERODE LO STA CERCANDO E VUOLE UCCIDERLO! ANCHE I RE MAGI FURONO AVVERTITI DELLE INTENZIONI DI ERODE E DECISERO DI NON TORNARE DA LUI. SEGUENDO UN’ALTRA STRADA, RIPARTIRONO PER L’ORIENTE.
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IN PIENA NOTTE GIUSEPPE SVEGLIÒ MARIA, PRESERO IL BAMBINO E INSIEME FUGGIRONO VERSO L’EGITTO. CAVALCARONO GIORNO E NOTTE SUL DORSO DEL LORO ASINELLO E NON SI FERMARONO FINCHÈ NON SI SENTIRONO AL SICURO.
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INTANTO ERODE, FURIOSO PERCHÉ I RE MAGI NON GLI AVEVANO OBBEDITO, ORDINÒ AI SUOI SOLDATI DI METTERE A FERRO E FUOCO IL PAESE IN CERCA DI GESÙ: MA NON RIUSCI A TROVARLO.
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GIUSEPPE, MARIA E IL BAMBINO RIMASERO IN EGITTO FINCHÈ L’ANGELO NON LI AVERTI’ CHE ERODE ERA MORTO. ALLORA CAPIRONO CHE ERA ARRIVATO IL TEMPO DI RIMETTERSI IN CAMMINO PER TORNARE A NAZARET.
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DOPO UN LUNGO VIAGGIO, FINALMENTE ARRIVARONO ALLA LORO CASA. GESÙ ERA CRESCIUTO E GIOCAVA CONTENTO SULLE SPALLE DI GIUSEPPE.

Io mi chiamo Luca e vengo da Genova. Ho 8 anni e mi piace tanto andare sui cavalli di mio zio a fare un giretto. I cavalli di mio zio si chiamano Prinsessa e Luna. Sono dei bellissimi cavalli, fin troppo belli. Prinsessa è bionda mentre Luna è nera con una macchia bianca sulla testa che sembra una luna. Prinsessa è molto tranquilla, mentre Luna invece no. Io andavo sempre su Prinsessa, poi un giorno sono voluto andare su Luna.
CavalloDopo il giretto è arrivato un cagnolino e allora Luna si è imbizzarrita. Poi ha scalciato in aria e mi ha preso sulla testa. Io veramente non è che mi ricordo molto, anzi non mi ricordo quasi niente. Però Valentina, la mia psicologa, mi ha detto che è normale non ricordarsi niente quando prendi una botta in testa. Mi ricordo le persone che erano vicino a me al momento dell’incidente: i miei due cugini, mia sorella e Nataly, una mia amica. Poi mi ricordo quello che ho detto il primo giorno che sono arrivato in Calabria: ho detto al mio papà “Andiamo in piazzetta?”.
Comunque gli altri mi hanno aiutato a ricordarmi qualcosa: mia sorella mi ha detto che dopo il calcio le sono caduto addosso, mentre mio papà mi ha raccontato dell’incidente. Quando mi sono svegliato ero un pochettino triste, perché non sapevo dove ero. Mio papà mi ha subito raccontato dell’incidente e mi ha detto che Luna mi aveva tirato un calcione in testa. Questo calcione mi aveva addirittura fratturato l’osso.
Nel secondo ospedale, il Gaslini, non ero molto felice, prima cosa perché non portavano da mangiare buono, e poi perché non si poteva neanche uscire fuori.
Poi, dopo questo ospedale, sono stato direttamente portato in ambulanza in un nuovo ospedale, La Nostra Famiglia, dove mi trovo anche adesso e dove ho pure conosciuto Valentina, la mia psicologa.
I primi giorni mi sentivo triste, mi sentivo come in un brutto sogno.
Ero così triste perché volevo tornare a casa; poi ero preoccupato che a Luna succedesse qualcosa di brutto, che mio zio la mandava via e la picchiava, anche perché mio zio è cintura nera di Karate e quasi quasi riesce a sollevare da solo il suo trattore. Poi avevo molta paura di non muovere più il braccio e la gamba.
Così, ogni tanto, mi capita di arrabbiarmi e di mettermi a piangere. Io lo so che non dovrei piangere e che non sono più un bambino piccolo, e così dopo che ho pianto mi sento un po’ in colpa. Però con Valentina abbiamo detto che ogni tanto piangere e sfogarsi fa anche bene. Tre volte addirittura mi hanno dato delle goccettine magiche per stare più calmo.
Con Valentina poi abbiamo fatto un gioco: cambiare i brutti pensieri con dei bei pensieri.
Per esempio, riguardo a Luna, il pensiero bello è che in realtà a lei non è capitato niente di brutto per il momento: è ancora a casa di mio zio ed è ancora il cavallo di mio cugino Giuseppe. Il secondo pensiero brutto, cioè che mi manca la casa, può essere cambiato con questo pensiero bello: tra due settimane andrò a casa mia per il fine settimana.
Il terzo pensiero brutto e cioè che ho paura per la gamba e il braccio, può essere cambiato con questo pensiero: anche Kristian all’inizio non riusciva a muoversi come prima e ora è molto migliorato. Anch’io, anche se mi è successa una cosa un pochettino diversa da Kristian, sono già migliorato: per esempio adesso dall’occhio sinistro ci vedo meglio, mentre prima ci vedevo proprio male, e addirittura quando ero al Gaslini ci vedevo male da tutti e due gli occhi.
Quindi sto guarendo e poi Valentina mi dice sempre che sono stato davvero davvero bravissimo fino ad ora e che, siccome non sono un supereroe, a volte posso anche piangere (solo Spiderman nel secondo film ha pianto) e posso anche essere un pochettino arrabbiato per quello che mi è capitato.

Sono passati un pò di giorni da quando ho scritto l’ultima volta: adesso vi racconto cosa mi è successo in quest’ultimo periodo.
Intanto ogni mattina mi hanno dato delle pastiglie “magiche”: queste pastiglie mi fanno piangere di meno. Infatti sono pastiglie magiche che asciugano le lacrime.
Poi mi sono tagliato i capelli corti che mi piacciono molto.
Poi sono stato molto molto bravo in tutti i trattamenti.

Luca, 8 anni


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Ciao sono Alessia e ho quattordici anni!
Era una sera come tutte le altre, il 28 dicembre; mi ero fatta la doccia, mi ero vestita e poi mentre mettevo gli stivali mi è venuto un forte dolore alla testa. Allora sono andata da mia mamma e mi sono fatta asciugare la testa con il phon, poi mi sono sdraiata sul divano. Quando mi sono alzata sono caduta per terra; allora mia mamma ha cominciato a gridare il nome di mio fratello Giovanni. Mio fratello mi ha detto “Alzati e cammina” e io gli dicevo “No, perché non ci riesco”.
Mia mamma e mio fratello mi hanno preso e mi hanno portato nella stanza di mio fratello e ho vomitato e poi mi sono addormentata. Erano le 17.30 e mi sono svegliata alle 2:00 di notte. Allora mi hanno detto che avevo un’intossicazione alimentare anche se non ci credevo perché mi facevano sempre le TAC. Poi mi hanno detto che era una malformazione dovuta alla nascita di un angioma, mi hanno tenuto a Siracusa per 13 giorni e poi mi hanno fatta uscire. Poi sono stata tre giorni a casa e sono partita per Siena perché mio zio mi aveva detto che mi dovevano tenere sotto controllo. Il 23 gennaio è venuto un dottore dalla Spagna che mi ha fatto l’embolizzazione poi mi hanno tenuto un’altra settimana e poi è venuto il giorno dell’intervento vero e proprio, sono entrata alle 8:30 di mattina e ho finito alle 12:30 di notte. Mi hanno portato in terapia intensiva, poi mi hanno riportato l’indomani nella sala angiografia e hanno visto che mancava un pezzetto e di nuovo mi hanno portato in sala operatoria e sono rimasta per altre 5 ore. Poi mi hanno riportata altri 3-4 giorni in sala intensiva e, infine in reparto. Poi sono venuti mio fratello e mia zia e mi sono messa a piangere perché non volevo che mia cugina mi vedesse così. Poi sono venuta a Bosisio Parini perché i dottori mi avevano consigliato questo posto.
Adesso mi sento un’ altra persona perché posso fare tante cose che prima non potevo fare: fare il letto, camminare...

Alessia, 14 anni


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E' lei! La mia cara vecchia peste. Non fatevi ingannare dalla sua aria innocente. Sotto le sue spoglie si cela un micidiale ladro Lollipopdi cioccolatini! Ogni scusa è buona per papparsi un Gianduiotto e ancora di più per farsi fuori un Pocket Coffee!
Mia sorella è stata accolta in famiglia con un po' di paura per via del suo handicap ed è stata per questo molto più riverita di me.
Io sono sempre stato geloso, perché poteva rompermi un vaso in testa e la colpa era mia che ce l'avevo troppo dura.
E' sempre stata molto pigra per il cibo, poiché non le piaceva masticare, ma non era per niente magra, perché il resto lo mangiava e richiedeva pure il bis.
Era molto sicura di sé e sapeva benissimo quando fare le sceneggiate facendo ricadere la colpa su di me ma è stata pure il mio migliore alleato, poiché mi difendeva in ogni frangente tranne quando era lei che stava guerrigliando con me.
A lei devo anche riconoscere il merito di avermi fatto da capro espiatorio per tutte le elementari, anche se poi me le buscavo.
Aveva ed ha tuttora un avanzare goffo ed è molto ingenua; tuttavia, anche se le capacità del suo cervello sono limitate, ha ricevuto un grande cuore.

Paolo, classe prima media


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Castelfranco di Sotto, Domenica 16/3/2008

Il mio pregio più grande sicuramente è sicuramente la pazienza, perché non mi arrabbio quasi mai.
Il fatto di essere paziente mi ha sempre permesso di andare d’accordo con i miei compagni e di essere apprezzato da loro.
Questa mia dote, inoltre, mi ha aiutato a sopportare i problemi che nel corso degli anni mi si sono presentati, come quello della mia malattia.
imm Infatti, ho un problema ai muscoli che non mi fa camminare, e adesso posso muovermi solo in carrozzina. Però non sono per niente triste o arrabbiato perche, specialmente a scuola, uso una carrozzina elettrica, con la quale mi muovo liberamente e con facilità e posso fare quasi tutto quello che fanno i miei compagni, quindi mi diverto e sono felice lo stesso. Oltre ai miei compagni, tutti quelli che mi conoscono, compresi i parenti, dimostrano di volermi bene e mi pensano sempre e io sono molto contento di questo.
Oltre alla pazienza, un altro mio pregio è quello di non arrendermi mai, infatti cerco sempre di trovare il lato positivo delle cose e quindi “vedo il bicchiere mezzo pieno”.
Inoltre ho fiducia nei dottori e sono sicuro che troveranno presto una soluzione al mio problema.

Leonardo, 11 anni


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Ciao, io mi chiamo Nicole Cicognani e ho 9 anni.
Oggi vi racconterò la mia esperienza nella prima edizione della "Caccia al tesoro".
E' il 30 aprile 2009 e le animatrici di NR1, NR2, NR3 e RF (Neuroriabilitazione 1, 2, 3 e Riabilitazione Funzionale, ndr) hanno organizzato una caccia al tesoro. C'erano tutti, dai bambini in carrozzina ai bambini in bicicletta.
La cosa che mi è piaciuta più di tutto è quando i bambini hanno incominciato ad urlare ai genitori: "Muovetevi! Su forza!" E i genitori dietro che si sbellicavano dalle risate.
C'erano tante squadre e ognuna aveva un simbolo di un animale per esempio c'era i leone, il coniglio, il riccio, il cavalluccio marino e tanti altri.
Credo sia stata una buona idea fare questa caccia, così i bambini si sono potuti divertire e conoscere altri bambini.
Spero che la facciano tutti gli anni.

Nicole, 9 anni


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Giornalino realizzato da operatori e bambini della sede La Nostra Famiglia di Cava de’ Tirreni in occasione del progetto educativo estivo “Tutto ciò che c’è di grigio si colorerà”. Obiettivo del progetto è stato osservare e conoscere la natura e la realtà circostante per imparare, attraverso semplici gesti ed azioni quotidiane, ad avere rispetto per ogni creatura e per l’ambiente naturale.

Scarica il Giornalino dei ragazzi di Cava de' Tirreni (pdf)


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Elettroencefalogramma

Il tuo dottore lo chiama EEG per fare prima.
Il dottore ti applica delle ventose alla testa, con dei fili collegati ad una macchina speciale e guarda sullo schermo l'andamento.
La macchina poi stamperà un tracciato che servirà al medico per capire se stai bene!

Analisi

I medici fanno le ANALISI per capire che malattia hai.
Allora fanno un PRELIEVO, cioè prendono un po' del tuo sangue e della tua pipì. Poi li guardano con strumenti particolari e decidono come curarti.
Il prelievo non è mai doloroso. Solo il prelievo del sangue può essere un po' fastidioso!

Elettrocardiogramma

Il tuo dottore lo chiama ECG per fare prima. E' il modo più preciso per sentire il ritmo del tuo cuore.
Il dottore collega una macchina speciale al tuo torace con delle ventose e poi guarda in uno schermo il battito del tuo cuore.
La macchina poi stamperà un tracciato che servirà al medico per capire come va il tuo cuore.

Radiografie

Sono una foto delle tue ossa e dei tuoi organi interni.
Si fanno in una sala speciale con il macchinario per i raggi X, quelli che permettono di vedere all'interno del tuo corpo.
Il medico delle radiografie si chiama RADIOLOGO.
Mi raccomando: quando te lo dice stai fermo!! Altrimenti le foto vengono mosse e bisogna rifarle.

RM

La RM (Risonanza Magnetica) è un sistema per vedere le tue ossa, i tuoi muscoli e i tuoi organi interni. E' un sistema molto preciso e accurato.
La macchina della RM sembra una nave spaziale... ma non c'è nulla da temere!!

TC

La TC (Tomografia Computerizzata) è una radiografia fatta con un macchinario un po' sofisticato.
Questo macchinario è collegato ad un computer che permette di fare delle foto tridimensionali dei tuoi organi interni. La TC non fa male, però devi avere pazienza e restare fermo per un po'!

Audiometria

Serve per verificare il tuo udito, cioè quanto bene ci senti dalle tue orecchie.

Ipovisione

Serve per insegnarti i trucchi per vedere meglio.

Botulino

È una "medicina" che, con una piccola puntura, serve al tuo muscolo per funzionare meglio.

Statica

È un lettino di legno che si alza e ti aiuta a stare in piedi dopo che sei stato sdraiato per tanto tempo.

PEG (Gastrostomia Entero Percutanea)

È un buchino che ti fanno nello stomaco dove inseriscono un tubicino che serve a darti da mangiare e da bere!

Tutori

Sono degli oggetti che Felice, il fisioterapista, ti prepara e che metterai sulle braccia e sulle gambe per stenderle meglio!

IN - EXUFFLATOR (macchina della tosse)

Serve ai i bambini che non riescono a tossire per tirare fuori il catarro che si blocca all'interno dei polmoni!

SNG (Sondino Naso Gastrico)

È un tubicino che ti mettono nel naso che serve per darti da mangiare mentre la logopedista ti aiuta a ingerire di nuovo il cibo!

Aerosol

È una mascherina attaccata ad una piccola macchina dove esce il vapore che ti aiuta a respirare meglio quando sei raffreddato!

Potenziali evocati

Con una cuffia e dei piccoli "bottoncini" i dottori vedono come lavora il tuo cervello.

  • La Nostra Missione

    La Nostra Missione

    La missione dell’Associazione La Nostra Famiglia è tutelare la dignità e migliorare la qualità della vita – attraverso specifici interventi di riabilitazione – delle persone con disabilità, specie quelle colpite in età evolutiva (bambini e giovani).

  • I Nostri Numeri

    I Nostri Numeri

    70 anni di impegno, ogni giorno, 28 sedi in Italia in 6 regioni, 2.485 operatori e 373 volontari, 35.080 bambini e ragazzi assistiti

  • La Nostra Storia

    La Nostra Storia

    Era il 28 maggio 1946 quando i primi due bambini fecero il loro ingresso nella casa di Vedano Olona. Nel 1954 il Ministero della Sanità stipulò la prima convenzione con un Centro extraospedaliero di riabilitazione in Italia: era il Centro de La Nostra Famiglia di Ponte Lambro.

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